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AREE DEMANIALI ATTREZZATE |
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denominazione area |
ubicazione |
complesso boscato |
tipologia vegetale |
capac.
ricettiva |
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Madonna Ciavolo |
Marsala |
Ciavolo
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Pini
mediterranei |
80/100
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Trinità Marcita |
Castelvetrano |
Trinità
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Pini ed
Eucalitti |
50/60 |
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Marinella |
Castelvetrano |
Marinella
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Pini ed
Eucalitti |
30 |
Baronia
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Vita |
Baronia |
Pini
mediterranei |
50 |
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Alcamo M. - Balestrate |
Alcamo-Balestr. |
Alcamo-Balestrate
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Pini ed
Eucalitti |
100 |
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Inici-Belvedere |
Castell.
del G. |
Inici
|
Pini
d'Aleppo |
50 |
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Finestrelle |
Gibellina |
Finestrelle |
Pini
mediterranei |
50 |
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M. Grande-Pantelleria |
Pantelleria |
M.
Crande-Pantelleria |
Quercie e
Pini |
100 |
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Martogna |
Erice
|
Monte Erice
|
Pini
d'Aleppo |
100 |
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San Matteo |
Erice
|
Monte Erice
|
Pini
mediterranei |
50 |
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Erice Vetta |
Erice
|
Monte Erice |
Quercie
termofile |
50 |
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Scorace |
Buseto
Palizz. |
Scorace
|
Pini e
Quercie |
200
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Birò |
Custonaci |
Sparagio
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Pini
d'Aleppo |
50 |
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Sinapa |
S. Ninfa
|
Sinapa
|
Pini
mediterranei |
80 |
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Zingaro - Capreria |
Scopello
|
R.N.O.
Zingaro |
Macchia
mediterranea |
150 |
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Zingaro - Uzzo |
S. Vito lo
Capo |
R.N.O.
Zingaro
|
Macchia
mediterranea |
150 |
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Cala Minnola |
Isola
Levanzo |
Cala Minnola |
Pini
mediterranei |
80 |
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QUATTRO PASSI IN PROVINCIA |
Trapani, cuore marinaro Trapani è situata
nella parte ovest della Sicilia, su una lingua di terra che si
protende verso il mare. Proprio qui, sull’estrema propaggine
occidentale, si trova la torre di Ligny, costruita nel 1671 come
parte del sistema di avvistamento e difesa costiera; oggi è sede
del Museo diPreistoria. Poco lontano sono il porto peschereccio,
villino Nasi e l’ex Lazzaretto,nelle cui vicinanze si trova
anche uno dei simboli cittadini, le Isole Colombaia.
Addentrandosi nel centro storico, molti degli edifici più
rilevanti si affacciano su corso Vittorio Emanuele,via Torrearsa
e via Garibaldi: fra questi la Cattedrale di San Lorenzo, dov’è
conservata una Crocifissione attribuita a
Van Dyck, il barocco palazzo Cavarretta, la chiesa di Sant’Agostino
e quella di Santa Maria del Gesù. In zona si trova anche la
chiesa del Purgatorio, eretta nel 1683. Corso Italia conduce
nell’antico ghetto, abitato dalla comunità ebraica fino al XV
secolo, dove l’edificio principale è il cinquecentesco palazzo
della Giudecca. Poco più a nord si trova la chiesa di San
Domenico con l’annesso chiostro dei Domenicani. In posizione
decentrata sorge invece il santuario dell’Annunziata (XIV-XVIII
secolo), forse il principale monumento della città; sulla sua
facciata spiccano un grandioso rosone e il portale
goticonormanno, affiancato dal poderoso campanile barocco.
Le grotte e il marmo di Custonaci Custonaci è un centro agricolo
dove l’estrazione e la lavorazione del marmo costituiscono la
principale attività economica.
Nel suo territorio, che comprende anche l’alta vetta del monte
Sparagio, sono disseminate diverse grotte, interessanti sotto il
profilo geologico e paleontologico: tra queste la Grotta
Mangiapane, di formazione sia carsica sia marina.
La progettazione dell’insediamento urbano risale al XVIII
secolo, quando il paese sorse intorno al preesistente santuario
della Madonna di Custonaci, meta di pellegrinaggi già nel XIV
secolo; la chiesa fu costruita nell’arco di più epoche, il che
spiega la coesistenza di diversi stili architettonici.
L’immagine della Madonna è raffigurata in una bella tavola
cinquecentesca attribuita a fra’ Ludovico Zichichi. Molto
suggestivi anche i numerosi bagli, aggregati abitativi destinati
ad accogliere i lavoratori delle aziende agricole e
caratterizzati da un cortile interno di forma quadrangolare; il
baglio Cofano e quello della Grotta Mangiapane rappresentano una
variante, poiché caratterizzati da più cortili comunicanti tra
loroe delimitati da muretti bassi a secco.
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Il mistero del Tempio di Segesta |
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Lo spettacolo
che si presenta agli occhi di chi ha la fortuna di
arrivare a Segesta nei mesi primaverili è tale da togliere
il respiro: incastonata nel verde che ricopre una delle
numerose alture a sudovest di Palermo, si erge la mole del
Tempio, uno dei più importanti e meglio conservati giunti
fino a noi. Il peristilio si compone di 36 colonne
calcaree senza scanalature ed è privo di indizi che lo
possano far ricondurre al culto di una particolare
divinità: tutto ciò fa sì che sull’origine e la funzione
di questo edificio, risalente al 430 a.C. e lasciato
incompiuto, gli studiosi discutano ancora. La strada che,
erta, sale al Teatro, altro elemento fondamentale del
Parco Archeologico di Segesta, riserva ulteriori,
splendide vedute del tempio. Il cammino ha termine in una
spianata, dalla quale si accede alle gradinate superiori
del Teatro, affacciata come un belvedere sull’emiciclo di
63 m di diametro; insolito è l’orientamento verso
nord, probabilmente dovuto alla volontà di far godere agli
spettatori il panorama sulle colline e sul mare in
lontananza.
Pochi sono i resti che rimangono della scena, un tempo
arricchita di pilastri e colonne. Completata l’opera di
restauro e consolidamento, il Teatro ha oggi ritrovato la
sua antica funzione. |
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La
Riserva Naturale dello Zingaro |
È la prima Riserva
Naturale istituita in Sicilia: 7 km di costa affacciata su un
mare limpidissimo, sovrastata da un ampio tratto di rocce
calcaree dolomitiche.
È percorribile solo a piedi attraverso un viottolo scavato nella
montagna, al quale si accede poco dopo aver superato la località
di Scopello. Oltre che per le numerose calette e spiagge, la
riserva è importante per la presenza
di piante rare ed endemiche (sono oltre 700 le specie
catalogate) e per la notevole varietà faunistica (nell’area
nidificano ben trentanove specie di uccelli, tra cui il falco
pellegrino, la poiana, il gheppio e il rarissimo uccello delle
tempeste). Interessanti anche le tracce lasciate dall’uomo, come
la Grotta dell’Uzzo, la torre dell’Impisio e la Tonnarella dell’Uzzo. |
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